Come abilitare i telelavoratori, proteggere i dati aziendali e mitigare le minacce per i dispositivi mobili

Affrontare la pandemia del COVID-19 può essere estremamente stressante sia per i dipendenti che per i datori di lavoro. L'aumento dei dipendenti che lavorano da casa può porre le aziende davanti numerose sfide. Come è possibile rendere operativi i dipendenti che non sono abituati a lavorare da remoto? Come è possibile fornire loro rapidamente gli strumenti e le applicazioni necessari per consentire loro di accedere ai dati aziendali in modo sicuro? Come si può essere certi che i dati aziendali siano al sicuro?

Secondo Global Workplace Analytics, cinque milioni di dipendenti (il 3,6% della forza lavoro) ha lavorato da casa per almeno metà del tempo nel 2019. Attualmente non ci sono statistiche esatte sul numero di dipendenti che ha iniziato a lavorare da remoto dall'inizio della pandemia del COVID-19, ma si stima che il loro numero sia aumentato di 10 volte e che sia destinato a crescere. Le aziende che non avevano adottato una strategia BYOD ne stanno creando una velocemente. Invece, le aziende che avevano già adottato una strategia BYOD la stanno adattando a numeri ben diversi rispetto a quelli per cui era stata originariamente progettata. Quali sono le implicazioni per i dati aziendali? I nuovi telelavoratori dovranno affrontare sfide connesse alla registrazione dei dispositivi nei programmi BYOD, all'uso di nuove applicazioni, all'accesso ai dati e persino alla connessione a Internet. Come azienda, come riuscirete a consentire ai vostri nuovi telelavoratori di svolgere tutte queste attività in modo sicuro e nel rispetto delle linee guida aziendali in materia di dati? Sono questioni estremamente importanti che possono essere risolte con una solida piattaforma di gestione unificata degli endpoint (UEM).

Sfortunatamente, molti malintenzionati stanno approfittando delle difficoltà riscontrate dai dipendenti e dalle aziende di tutto il mondo. Gli hacker sono ben consapevoli del fatto che tante persone stanno lavorando da remoto, usando dispositivi che possono essere vulnerabili e reti che possono essere soggette ad attacchi, e che stanno accedendo a dati estremamente sensibili. Ad esempio, gli hotspot Wi-Fi aperti sono un obiettivo estremamente appetibile per gli hacker poiché sono sempre più frequentemente usati e molte soluzioni Wi-Fi domestiche non sono configurate in modo sicuro. Il dato più ambito che può essere "rubato" è la password.

MobileIron UEM, MobileIron Access e MobileIron Threat Defense (MTD) possono aiutare le aziende a proteggere i dati aziendali, concedere l'accesso sicuro ai dati aziendali sulla base del contesto completo e mitigare le minacce per i dispositivi mobili senza influire in alcun modo sull'esperienza degli utenti. MobileIron UEM permette infatti di proteggere i dati aziendali sul dispositivo scelto da un utente: cosa fondamentale per promuovere la facilità d'uso e la produttività. Con MobileIron Access, è possibile usare un dispositivo protetto da MobileIron come l'identità di un dipendente per consentire l'accesso sicuro ai dati aziendali, senza bisogno di password. La nostra esperienza di zero sign-on elimina un vettore fondamentale per le minacce rendendo al contempo tutto molto più semplice. MobileIron MTD protegge i dispositivi, le reti e le applicazioni dalle minacce, oltre a consentire azioni di conformità a più livelli. Con un tasso di adozione del 100%, tutti gli endpoint sono immediatamente protetti contro gli utenti malintenzionati con MobileIron MTD.

Per maggiori informazioni, fate clic qui per chiedere a un rappresentante MobileIron di contattarvi o fate clic qui per iniziare a usare una versione di prova gratuita di 30 giorni.

Dustin Rhodes

Sr. Director, Strategic Solutions at MobileIron

About the author

Dustin Rhodes is an industry recognized thought leader with a decade of experience helping 10-200,000 employee companies design, build, and securely deliver end user computing strategies.